|
|
|
Attentato a Kabul: una tragedia nazionale, ma la missione deve proseguire
|
|
Desidero esprimere tutto il mio dolore per la grave perdita dei 6 soldati italiani a causa di un vile attentato che li ha uccisi mentre stavano facendo il loro prezioso lavoro di mantenimento della pace e di aiuto alla popolazione civile. Questa tragedia ripropone all’ attenzione dell’ opinione pubblica il problema dell’Afghanistan e della lotta contro il terrorismo, con l’ interrogativo se è giusto restare in quel Paese sfortunato e se ne vale la pena vista la dolorosa perdita di vite umane che sta subendo l’ Italia. La situazione nel Paese è in una fase di stallo, anche le elezioni non hanno dato i risultati sperati, non in termini di chi ha vinto ma in termini di stabilità politica. A più di un mese dal voto ancora non si ha la certezza su chi sia il Presidente e si susseguono le reciproche accuse di brogli fra i candidati, tutto ciò a vantaggio dei talebani e di Al Qaeda che , se la situazione non si sblocca e non si chiarisce, saranno da considerarsi i veri vincitori. Questo probabilmente costringerà a mettere in atto dei correttivi nella strategia internazionale. Detto questo, io credo con certezza che il nostro Paese debba continuare il suo lavoro in Afghanistan a fianco degli altri Paesi e mi auguro che su ciò si raggiunga un’ unità politica nazionale, perché se ciò non fosse si metterebbero ancora più a rischio i nostri soldati. Se il nostro mondo politico (tutto) si fa vedere debole , indeciso e possibilista su un ritiro, i talebani andrebbero ad incrementare le azioni contro gli italiani. Dobbiamo restare in Afghanistan perché l’ Italia perderebbe di credibilità all’ estero, perché dobbiamo continuare l’ opera di pacificazione e di democratizzazione dell’ Afghanistan che sta lentamente uscendo da una fase oscura e soprattutto perché dobbiamo pensare anche alla nostra sicurezza. Il terrorismo internazionale di matrice islamica va combattuto per evitare che possa tornare a colpire nell’ Occidente (vi ricordate l’ 11 settembe 2001, Madrid, Londra…?), lasciare l’ Afghanistan vorrebbe dire lasciare mano libera ancora ad Al Qaeda in tutta l’ area, che così diverrebbe una base strategica per preparare altre offensive contro l’ Occidente. Quella che stiamo combattendo è una guerra mondiale contro il terrore , che se non la combattiamo portando la pace e la stabilità negli Stati a rischio , ci ritroveremo a combatterla molto più vicino a noi. Se gli occidentali abbandonassero adesso l’ Afghanistan otto anni di sforzi andrebbero persi e noi avremmo perso una battaglia importante. Non bisogna commettere gli errori che sono stati fatti anche di recente come ad esempio in Somalia, dove dopo che il contingente occidentale è scappato a regnare è restata la confusione, la povertà e le organizzazioni terroristiche. E prima o poi anche con questo stato africano dovremo fare i conti, perché anche quello che succede a migliaia di km comporta delle conseguenze per noi e non possiamo fare più finta di niente.
|
Scritto da Marco Campagna il 18/09/2009 |
|
scrivi il tuo commento |
|
|
|
|