La guerra in atto fra Israele ed Hamas, che non rappresenta tutta la popolazione palestinese, sta assumendo proporzioni sempre più preoccupanti e gravi. In questa situazione è logico che la comunità internazionale richieda e lavori per una tregua, viste le sofferenze della popolazione civile palestinese ed israeliana. Il problema però è trovare come porre le basi per una tregua seria e duratura. Di sicuro il primo punto è che Hamas la smetta di tirare missili verso Israele e riconosca il diritto di esistere dello stato ebraico. Non bisogna dimenticare che la reazione di Israele, forse anche eccessiva ma giustificata, è stata causata dal continuo lancio di missili che viene effettuato da Gaza. Era logico che ci sarebbe stata una risposta, perchè giustamente Israele vuole garantire l’ integrità e la sicurezza della popolazione civile e proseguirà fino quando Hamas non avrà più il potenziale bellico per minacciarlo. La comunità internazionale ,se vuole veramente fermare il conflitto ,dovrà convincere prima di tutto gli estremisti palestinesi e poi forse si potrà proseguire il lungo ed accidentato percorso verso una pace definitiva, che ci sarà solo quando in tutti nascerà la piena consapevolezza che nell’ area devono coesistere due Stati: Israele e la Palestina. Consapevolezza che non può essere imposta dall’ esterno, ma deve nascere dall’ interno degli abitanti della zona e farà fatica a nascere fino a quando ci saranno gruppi come Hamas che ancora non riconoscono il diritto di Israele di esistere.
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