La notizia che ho letto sulle pagine de “ La Provincia”, secondo la quale lo Stato italiano stanzia ben 250 milioni di euro all’ anno alla Cina, mi ha lasciato sorpreso ed incredulo. In una situazione economica non molto florida come quella italiana, sarebbe meglio utilizzare questi soldi per quegli italiani che hanno veramente bisogno e non darli ad un Paese come la Cina che ,visti i ritmi di crescita molto sostenuti degli ultimi anni, non ha certamente bisogno del nostro aiuto. La Cina è un Paese che a livello di democrazia e di rispetto dei diritti dell’ uomo lascia ancora molte perplessità. Ne sono una prova le continue persecuzioni contro i rappresentanti della Chiesa Cattolica e ancora di più contro i buddisti in Tibet. Tra le altre cose il governo cinese è uno dei maggiori sponsor della dittatura militare in Birmania che si sta macchiando di grandi atrocità contro la popolazione ed i monaci buddisti. La Cina , non possiamo di certo dimenticarlo, con la propria concorrenza sleale in campo economico sta mettendo in ginocchio numerosi settori della nostra economia , in particolare quello tessile con ripercussioni negative specie per la nostra provincia. Questi motivi mi sembrano più che sufficienti per quantomeno dubitare dell’ opportunità di aiutare questo grosso Paese, almeno fino a quando il governo cinese non avrà dimostrato di voler realmente voltare pagina. Siamo arrivati alla situazione paradossale che invece di difenderci dalla “minaccia economica” della Cina ci mettiamo ad aiutarla dandole così una mano in più per distruggere la nostra economia.
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