Marco Campagna
50 anni di Europa fra luci ed ombre

Sono passati 50 anni dal 25 marzo del 1957, quando a Roma fu sottoscritto da 6 Paesi (Belgio, Francia, Italia, Lussemburgo, Olanda e Repubblica Federale Tedesca) il trattato che istituì la Comunità Economica Europea (CEE), embrione di quella che adesso è l’ Unione Europea.
Negli ultimi anni il processo di unificazione ha avuto passi fondamentali, fra i quali l’ introduzione della moneta unica ( l’ EURO) ed il Trattato di Schengen grazie al quale sono state abolite le dogane fra la maggior parte dei Paesi dell’ Unione, però ancora molto resta da fare ed i problemi legati alla ratifica della Costituzione Europea sono un chiaro segnale delle difficoltà esistenti.
Mi ritengo un europeista convinta e credo molto nell’ importanza di un Europa Unita che si possa allargare a tutti i Paesi dell’ Est ed anche a Paesi come la Turchia, ma non mi ritengo del tutto soddisfatto dalla maniera con cui viene gestito il processo di unificazione.
L’ Europa così come sta nascendo si potrebbe chiamare la COMUNITA’ EUROPEA DELLA BUROCRAZIA in quanto troppe sono state le imposizioni burocratiche per gli stati appartenenti e per i cittadini e pochi i benefici.
Un Paese come l’ Italia si è ritrovato con un EURO che ha fortemente penalizzato l’ economia nazionale, questo perché i nostri interessi nazionali sono stati poco difesi dai governi di sinistra fra il 1996 e il 2001, e con una serie di leggi e leggine che hanno messo in difficoltà alcuni settori della nostra economia, come l’ agricoltura, senza ricevere in cambio dei benefici come ad esempio poteva essere una politica di protezione nei confronti della concorrenza sleale della Cina nel settore tessile.
Purtroppo tutto ciò ha favorito il nascere di un sentimento anti – europeo nei cittadini di molti Paesi, mettendo seriamente a rischio il completamento del processo di unificazione.
Credo inoltre che molti di noi guardino con diffidenza le istituzioni europee quando veniamo a scoprire quale è il giro di soldi che c’ è in gioco ,basti pensare che un parlamentare europeo italiano guadagna più di 144000 euro all’ anno, ben di più degli altri rappresentanti e quasi il doppio di pari grado tedeschi ed inglesi.
Se l’ Europa si vorrà seriamente UNIRE è necessario un cambio di rotta veloce ed importante.
Bisogna capire che non si può costruire l’ Europa pensando solo a quelli che sono gli aspetti economici e burocratici tralasciando, invece, gli interessi dei singoli cittadini e che un Unione Europea veramente forte deve essere in grado di avere un ruolo fondamentale in campo internazionale, sempre a fianco degli USA, prendendosi le proprie responsabilità e non lasciando ad altri la soluzione dei problemi per poi essere pronta a criticare.




Scritto da Marco Campagna il 10/04/2007

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